lunedì 11 settembre 2017

Un incontro molto atteso

Rammento quell'incontro
avvenuto non molto tempo fa.
Incontrare qualcuno la cui dimora
sfiora le nuvole ed accarezza il cielo
Era un signore, la sua eta' ?
Indefinibile, almeno per me
percorse una lunga scalinata per raggiungermi, desiderava parlarmi
ed io con gioia seppure intimorita
accettai d'incontrarlo.
Da tempo anch'io ambivo ad un dialogo con lui, ed egli venne a sedersi dinanzi a me
le sue mani, s'appoggiarono alle mie
il suo respiro si fece profondo
sorrise nel mio sorriso
ed il suo sguardo fu interprete del mio.
Con se' aveva un grande, maestoso libro
con cura lo appoggio' sulle sue ginocchia
lo apri', lo sfoglio' in silenzio
io vidi alcune pagine
molte di esse erano copiosamente scritte
altre ancora vuote.
I suoi occhi si posarono su una pagina
la sua numerazione...sessantasette
i miei anni di vita
il suo dolce sguardo incontro' il mio e mi colse
persa, confusa , smarrita.
Egli si fece profondamente pensieroso
nell'accorgersi che un foglio di quel libro era scritto
si', scritto ma incompiuto, era la pagina ventisei.
Non portava sgualciture, era leggermente usurata
comunque molto leggibile di note profondamente amare
quell'usura fu un danno del quale mi ritengo colpevole
l'avevo bagnata con tante, infinite lacrime
la numero ventisei...rammentava i miei 26 anni
devastati da un forte dolore
la perdita di colui che amavo piu' di ogni altra cosa
un uomo.
Quell'uomo era mio padre, che mi propose un grande
dispetto, a soli cinquantacinque anni fuggi' dalla mia vita
per raggiungere il cielo e quel padre che era solito nel
combinarmi scherzetti, piccole buffonate dove sorriderne
accanto, in quel lontano 1976, in quell'indimenticabile
5 febbraio, lo scherzo si muto' in tragedia.
Lui non s'accorse di nulla, non fu cosi' per me
lo cercai come lo cerco tuttora, nei miei silenzi
nei miei giorni, nelle mie notti...sempre.
Mi venne portato via da quella "madame " il cui nome
e' morte.
Portato via come un sacco inutile...
Quell'uomo seduto accanto a me
non dovette leggere per comprendere, egli sapeva
da sempre, aspettava un dialogo da me
ed io gli parlai, ponendo una domanda sola
quando avrei potuto stringermi ancora accanto
a quel padre perso, gli confidai il mio scontento
vivendolo spesso in un sogno.
Un sogno ha fine nel risveglio...
quell'uomo vive, e' nelle mie vene e mi ha dato vita
ma lui non s'e' perso...dove si nasconde
Con garbo, quell'imponente figura mi diede la sua risposta
tuo padre esiste, lo rivedrai
giocherete e riderete ancora vicini
quegli anni persi a cercarvi, a rincorrervi
verranno cancellati, anch'egli ti cerca e chiede di te.
Io, posi un'ultima domanda
cosa ne sarebbe stato di quel libro
di quelle pagine ancora vuote...
Chiesi : quel libro, ora a chi appartiene...
Ottenni una risposta paziente e dolce, cosi'...
sono pagine di tua proprieta' ed ora, quando ti lascero'
tu scrivi, non smettere mai
scrivi ogni anno della tua vita e, quando sarai
all'ultima pagina lo comprenderai
te lo fara' comprendere il tuo cuore
nell'offrire l'ultimo suo battito ed in quell'istante
bussa forte alla mia porta
io scendero' a prenderti ed insieme si chiudera'
quel libro.
Nella mia casa inizierai un racconto tutto nuovo
e ne farai un libro immenso, senza numerare
alcuna pagina, non servira' piu'
sara' un libro senza fine e quando scriverai
su quelle pagine, fa si' che quell'inchiostro
si colori di allegria e di felicita'
sara' il dono che porgerai a quel padre ritrovato
e lui , nel suo forte, infinito abbraccio
sorridera' di quella figliola che non ha perso mai...
Egli si alzo', stava congedandosi dal nostro incontro
ed io abbassando il capo, compresi
lo salutai con timidezza, lo ringraziai di tutto
e mi avviai verso il cammino, il solito
quello della vita
Dovevo vivere ed impegnarmi a scrivere
Nell'attesa di quel libro ove non esistono confini.


Diritti Riservati .  Viglianisi Angioletta Irene.

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