giovedì 1 novembre 2018

Ciao, padre.

Oggi, in questo cielo d'autunno, dove le strade hanno conosciuto fiumi d'acqua e disagi notevoli scrivo di te intanto io quel disagio lo porto con me da anni, troppi...infiniti.
Il mio nubifragio l'ho vissuto nel perderti molti anni addietro e tu non hai piu' visto nulla di me, della tua unica figliola .
Oggi, 1 novembre la solita tradizione, che definirei un business, niente di piu', si' oggi si festeggiano i santi e domani si ricordano i morti, e' solo una beffa per fare quattrini, rammenti padre, noi non abbiamo mai preso partecipazione a questa favola inutile.
Ed anche oggi, io ti ricordo per l'uomo che eri quell'uomo vivo, non "quello morto "
Un fiore ? A che serve ?
A riportarti al mio fianco ?
Decisamente no !! 
E' piu' utile il tempo che spendo, scrivendo di te e
cercandoti ancora, cercandoti sempre.
Non ho nulla da offrirti e tu lo sai, posso essere un personaggio
inutile e scomodo agli altri, non e' nel mio stile accettare le volonta'
altrui, questo mio scritto non ha valore soltanto in questi giorni e non
teme critiche e commenti.
Rendo piu' nobile l'animo mio nel pensarti, con la speranza di
riabbracciarti lassu' dove saro' ancora la tua bimba...quella di tanti
anni fa, quella che s'addormentava fra le tue braccia.
Buonanotte, padre amatissimo
e' troppo bello confondersi nel tuo ricordo.

La tua figliola Angioletta


P.S: Diritti Riservati all'autore
       Viglianisi Angioletta Irene 



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